CIG: STATISTICA INCIDENTI DA
GAS COMBUSTIBILE 2013
Le parole d’ordine restano
“incentivare”, “controllare”, “comunicare” e
“qualificare”
I dati relativi al 2013, nel
caso dei gas combustibili canalizzati, evidenziano una riduzione
degli incidenti a 159 contro i 177 dell’anno precedente, degli
incidenti mortali (9 contro 14) e dei decessi (12 contro 18). Risulta
sostanzialmente stabile il numero degli infortunati (368 contro 366).
Un andamento ancora più
favorevole viene registrato nel settore della distribuzione del GPL
in bombole e piccoli serbatoi, con una riduzione degli incidenti a
110 contro i 136 dell’anno precedente, degli incidenti mortali (15
contro 19), dei decessi (15 contro 23) e anche degli infortunati (109
contro 130).
Nel 2013 i consumi nel
settore civile di gas combustibili canalizzati a mezzo reti, con 28,6
miliardi di metri cubi, hanno fatto registrare il minimo degli ultimi
10 anni, con una riduzione del 15% rispetto al valore di picco del
2006 (33,6).
Si rileva una rilevante
riduzione dei consumi per utente: nel caso dei gas combustibili
canalizzati nel 2013 il consumo medio è stato di 1.318 metri cubi
per utenza, con una riduzione del 18% rispetto al 2010 e del 26%
rispetto al 2006.
Nel caso del GPL in bombole
e piccoli serbatoi il trend al ribasso risulta più marcato: con 1,72
milioni di tonnellate, il consumo di GPL nel 2013 ha fatto registrare
una riduzione del 27% rispetto al 2006 (2,3).
Nel 2013, 30 incidenti da
GPL su 110 sono stati provocati da un uso scorretto o da errata
manovra: ciò evidenzia che il problema sta nel riuscire a convincere
gli utenti ad usare le bombole correttamente e non ricorrere a
riempimenti abusivi e illegali.
A conferma di ciò viene
fatto notare che ben 43 incidenti su 110 (con 7 deceduti su 15) hanno
avuto origine sull’ impianto interno dell’utente.
La causa principale dei
sinistri restano gli aspetti di non corretta evacuazione dei prodotti
della combustione, che restituisce ogni anno numerose vittime da
intossicazioni da monossido di carbonio.
Altro punto critico è
l’obsolescenza di una parte degli impianti domestici e degli
apparecchi di utilizzazione, che richiede uno sforzo rapido e
massiccio, per identificare opportune soluzioni. Questo anche in
visione dei prossimi interventi a caratura europea.
La manutenzione regolare
degli impianti, apparecchi utilizzatori, canne fumarie deve essere
maggiormente intesa come un fattore di responsabilità per chi è
chiamato ad eseguirla e per coloro che la devono richiedere nei modi
e tempi previsti dalla legge.
E’ tempo di superare
approcci che fanno pensare alla semplice applicazione di un balzello,
senza alcun valore aggiunto.
In materia di prevenzione
degli incidenti, l’informazione relativa alla sicurezza, diretta ai
clienti finali civili (utenti) rimane una delle azioni più efficaci.
La non consapevolezza delle
implicazioni relative a un uso scorretto dei gas combustibili e degli
impianti e apparecchi utilizzatori, è un elemento riscontrabile in
molti degli incidenti che si
sono verificati.
La deliberazione
40/2014/R/GAS che sostituisce la famosa delibera 40/04 e la
presentazione di due documenti tecnici di prossima pubblicazione, una
norma UNI e una Prassi di Riferimento UNI, propedeutici alla
creazione di un sistema nazionale di qualifica obbligatoria per gli
operatori post contatore sottolineano l’importanza della formazione
volta al miglioramento continuo.
Le parole
d’ordine restano “incentivare”, “controllare”, “comunicare”
e “qualificare”
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