venerdì 28 agosto 2015

Risposta ad un amico che incitava alla rivoluzione inveendo contro quanti davano aria alla bocca senza voler partecipare concretamente alle lotte proposte.

Vedi Robbe' io penso che la situazione sia ancora più grave, perché in realtà , una gran parte di quelli che si lamentano dell andamento di questo nostro paese , sono gli stessi che da questo sistema schifoso hanno comunque preso qualcosa .
Mi vergogno di avere dei sindacalisti che , offendendo le categorie di lavoratori che difendono, percepiscono compensi assurdi. ....ma fanno schifo anche quelli che usano la corruzione o le conoscenze per ottenere la variazione d uso di un terreno....per saltare la fila in ospedale. ....per prendere il posto di lavoro ad un altro più qualificato etc.
Non sono in grado di fare un discorso più complesso che sarebbe più nelle corde di uno studioso ma ho la sensazione che in passato ci sono state le rivoluzioni perché il benessere di pochi era a discapito di tutti gli altri ;oggi, invece , sono troppi quelli invischiati in questo sistema .... mi viene in mente quanti milioni di noi hanno un posto statale e quanti di questi hanno ottenuto il posto di lavoro per via della politica. ....io ne conosco molti .
Manrico 13.08.2015

giovedì 1 gennaio 2015

ma questa generazione di manager.......sarà in grado?




Terni  02/01/15

Come qualche volta mi accade , in questo caso durante una convention , alcuni passaggi di un tentativo di ristrutturazione aziendale, hanno messo in movimento tutta una serie di pensieri legati alla situazione nazionale, nel campo delle iniziative imprenditoriali, per la ripresa, per l'avvio di nuovi progetti, per la realizzazione di qualcosa di nuovo.

Vorrei fare una riflessione, cercando di essere il più obbiettivo possibile, in merito alla responsabilità o forse alla incapacità, della classe dirigente, di trovare nuove idee, nuove iniziative, che aprano il cammino ad una nuova fase imprenditoriale , necessariamente diversa da quella che stiamo vivendo.

Nel secolo scorso, sono fortunato che ne posso parlare con cognizione di causa perchè ci sono vissuto in quel secolo, ci sono stati personaggi importanti che hanno pensato a dei progetti importanti realizzati nel corso di decenni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di lavoratori in settori diversi e portando dei servizi oggi necessari per tutti, mi viene da pensare a Mattei per esempio.

Ritengo ci sia una grossa responsabilità da parte dei dirigenti ( non che la politica sia priva di colpe)  di coloro che sono deputati alla ricerca e lo sviluppo di nuove idee, nuovi piani di industrializzazione e/o di investimenti, per risolvere i problemi, per affrontare le nuove situazioni e gli imprevisti; quella che ci troviamo oggi è  una  crisi strutturale e la mia sensazione è di un generale smarrimento di questi manager che si trovano, impreparati, ad affrontare un problema, che probabilmente non faceva parte dei testi di studio universitari, che probabilmente nessuno aveva pensato potesse accadere......... ma...ma che cosa dico, come facevano a non prevedere che una volta riempite tutte le case di una miriade di oggetti alla fine non ce ne sarebbe più stata richiesta ?
ma era prevedibile che non trovando più a chi vendere le case , le auto , le caldaie le aziende sarebbero andate in crisi, si trattava di una questione di tempo e chi avrebbe dovuto pensarci?

Manrico