Terni, martedì 13 gennaio 2004
Riferendomi a quanto letto nei giorni scorsi, nell'editoriale di una rivista del settore, ho ricordato come era vista la manutenzione quando ho iniziato questa professione, nel 1986, subito dopo il diploma.
In quel periodo, l’azienda per cui lavoravo era praticamente l’unica, a TERNI, che si occupava di manutenzione in maniera seria, non politica e molto professionale.
Eseguire il controllo di una centrale od un piccolo impianto termico, non era il business che si intende oggi (perché è obbligatorio registrare l’allegato H sul libretto); il manutentore coscienzioso eseguiva tutte le operazioni atte al mantenimento del bene, operando quelle regolazioni, sostituzioni ed eventuali pulizie necessarie al corretto funzionamento del sistema.
L’ esperienza e quelle sensazioni (rumori, odori, colori) che nascono dalla passione per gli impianti, permettevano di prevenire possibili guasti, dovuti all’abbandono ed al passare del tempo, cercando di mantenere le prestazioni (quindi anche i consumi) sempre al massimo delle possibilità della macchina.
Conoscendo a fondo l’impianto e le condizioni di esercizio (esigenze del cliente), consigliava anche eventuali adeguamenti o migliorie possibili.
Purtroppo molti di noi non hanno colto questa mission e, nostro malgrado, stiamo ponendo tutta la categoria in bocca alle società di servizi che, meglio organizzate e fortemente mediatiche, faranno strage di quanti non riusciranno a reggere il confronto come è già successo in altri settori.
Questi ricordi ci devono suggerire due riflessioni:
- la prima rivolta agli utenti che speriamo non siano così ingenui da credere che i fornitori di energia siano così disinteressati da aiutarli a consumare meno.
- la seconda rivolta a tutti noi che spesso alle riunioni e cene di lavoro, rimaniamo in silenzio quando si parla di diagrammi di flusso, entalpia, perdite di carico……………; dobbiamo guardare avanti pensando di lavorare meno, ma molto più professionalmente per combattere la globalizzazione del nostro settore.
Il nostro obbiettivo di domani non dovrà essere quello di avere 1000 clienti “ perché i nostri contratti costano meno“, ma quello dei 500 contenti di chiamarci e che dicano al vicino di casa: § «io chiamo il sig. ANTONIO perché, anche se è un po' più caro, è stato capace di riparare la mia caldaia, quando gli altri, che non trovavano il guasto, mi avevano proposto di cambiarla».
Riflessioni di un collega romantico.
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