Queste
considerazioni sono da considerarsi libera interpretazione tecnica e
le informazioni di seguito riportate non esonerano gli operatori alla
osservanza delle prescrizioni previste dalla normativa vigente.
Ventilazione
dei locali
Al fine di comprendere meglio
l’importanza della ventilazione, è opportuno soffermarsi
brevemente sulla "combustione".
La combustione tradizionale è un
fenomeno chimico di ossidazione del combustibile, pertanto è
indispensabile immettere nel focolare, oltre al combustibile, almeno
la quantità di ossigeno necessaria affinché la combustione avvenga
in modo completo.
Si
rammenta che l’aria ha la seguente composizione:
- in volume 21% di ossigeno 79% di azoto;
- in peso 23% di ossigeno 77% di azoto.
La
combustione necessità di ossigeno in base al peso e non al volume.
Cambiamento
di altitudine,
salendo di quota rispetto il livello del mare, il peso dell’aria e
quindi l’ossigeno contenuto nell’aria varia nel seguente modo:
Percentuale
di variazione:
a 500 metri
sul livello del mare – 4,7;
a 1000
metri sul livello del mare – 9,2;
a 2000
metri sul livello del mare – 17,6;
a 3000
metri sul livello del mare – 25,8.
Per
ogni m3
di
gas naturale occorre prelevare circa 10 m3
di
aria alla quota 0 sul livello del mare.
Cambiamento
di stagione,
un bruciatore regolato molto bene d’inverno, può avere dei grossi
problemi d’estate, perché la temperatura ambiente potrebbe
cambiare:
(per
esempio da 0°C. a +30° C.) = variazione peso dell’ossigeno –
11%;
(per
esempio da -20°C. a +40° C.) = variazione peso dell’ossigeno –
21%;
Per
questa ragione è buona norma che nella regolazione della combustione
invernale venga mantenuto ai bruciatori un certo margine di eccesso
d’aria:
(per
esempio 15-20% con gasolio e olio combustibile)
(per
esempio 10-15% con gas naturale)
Affinché la combustione avvenga
in modo corretto è indispensabile che al processo partecipi la
giusta quantità di aria e, in particolare, che sia presente la
giusta percentuale di ossigeno in peso.
Nel processo di combustione le
molecole di carbonio (C), e idrogeno (H), presenti nel combustibile,
reagiscono con l’ossigeno (O), presente nell’aria, formando
rispettivamente anidride carbonica (CO2) e vapor d’acqua (H2O).
Se la combustione avviene in
difetto d’aria, cioè con una percentuale di ossigeno inferiore a
quella necessaria, la reazione del carbonio potrebbe risultare
incompleta e, anziché anidride carbonica, potrebbero crearsi le
condizioni per la formazione, nei prodotti della combustione, di
monossido di carbonio (CO), un gas tossico e nocivo per l’organismo
umano, anche se inalato in bassissime percentuali.
Effetti
fisiologici dell’ossido di carbonio:
% di CO
respirato ore di permanenza ore di permanenza
nell’ambiente nell’ambiente
“dannoso”
“mortale”
0,04 ore
2,30 ore 3,50
0,06 ore
1,30 ore 2,30
0,08 ore
1,15 ore 1,45
0,10 ore
0,45 ore 1,30
0,12 ore
0,30 ore 1,15
Per questi motivi è quindi
indispensabile che nei locali dove sono installati apparecchi di
combustione che prelevano aria dall’ambiente (a camera di
combustione aperta), alimentati con qualsivoglia combustibile, possa
affluire almeno tanta aria quanta ne viene richiesta dalla regolare
combustione.
Al fine di soddisfare le
condizioni sopra riportate, la norma UNI CIG 7129 prescrive l’obbligo
di ventilare, in modo naturale e permanente, i locali nei quali sono
installati apparecchi di tipo A, di tipo B e apparecchi di cottura.
L’afflusso
dell’aria nei locali deve avvenire, di regola, per via “diretta”
mediante la realizzazione di:
- aperture di ventilazione praticate su pareti esterne del locale stesso
- condotti di ventilazione singoli o collettivi.
La ventilazione naturale diretta può essere effettuata per mezzo di un’apertura, di sezione pari ad almeno 6 cm2 per ogni kW di portata termica installata, con un minimo di 100 cm2, ubicata su una parete esterna del locale.
- aperture di ventilazione praticate su pareti esterne del locale stesso
- condotti di ventilazione singoli o collettivi.
La ventilazione naturale diretta può essere effettuata per mezzo di un’apertura, di sezione pari ad almeno 6 cm2 per ogni kW di portata termica installata, con un minimo di 100 cm2, ubicata su una parete esterna del locale.
L’apertura deve essere
collocata in prossimità del pavimento ed essere protetta con griglie
o reti metalliche nel caso di utilizzo di gas naturale.
Se non fosse possibile collocare
l’apertura nella posizione prescritta è consentita anche la
realizzazione nella parte alta della parete. In tal caso la
superficie di ventilazione deve essere aumentata del 50% (9 cm2
per ogni kW di portata termica installata).
Qualora
nel locale siano presenti apparecchi sprovvisti di dispositivi di
rilevazione di fiamma sul piano di lavoro, l’apertura di
ventilazione, necessaria per tali apparecchi, deve essere raddoppiata
(12 cm2
per ogni kW di portata termica) e la superficie di ventilazione
minima deve essere portata a 200 cm2.
Nell’impossibilità di realizzare la ventilazione naturale diretta, la norma consente anche la ventilazione naturale indiretta, consente cioè di prelevare l’aria necessaria alla combustione da un locale adiacente.
Nell’impossibilità di realizzare la ventilazione naturale diretta, la norma consente anche la ventilazione naturale indiretta, consente cioè di prelevare l’aria necessaria alla combustione da un locale adiacente.
Affinché tale soluzione sia
realizzabile, il locale adiacente deve comunque presentare tutti i
requisiti richiesti per i locali ventilati in modo diretto, non deve
essere adibito a camera da letto, non deve costituire parte comune
dell’immobile né essere un locale con pericolo d’incendio (es.
box).
Il flusso di aria, dal locale
adiacente al locale di installazione degli apparecchi, viene
assicurato mediante aperture di ventilazione, aventi caratteristiche
analoghe a quelle sopraccitate, realizzate su una parete divisoria o
su una porta di comunicazione.
In quest’ultimo caso, in
alternativa a quanto sopraccitato, può essere semplicemente
realizzata una maggiorazione della fessura tra la porta ed il
pavimento.
Come precedentemente citato, nei locali dove sia prevista l’installazione di apparecchi che possono essere installati senza condotto di evacuazione dei prodotti della combustione (apparecchi di tipo A), si richiedono due superfici di ventilazione, anziché una, di almeno 100 cm2 ciascuna, ricavate rispettivamente una nella parte bassa e l’altra nella parte in alto di una parete perimetrale prospiciente l’esterno.
Come precedentemente citato, nei locali dove sia prevista l’installazione di apparecchi che possono essere installati senza condotto di evacuazione dei prodotti della combustione (apparecchi di tipo A), si richiedono due superfici di ventilazione, anziché una, di almeno 100 cm2 ciascuna, ricavate rispettivamente una nella parte bassa e l’altra nella parte in alto di una parete perimetrale prospiciente l’esterno.
Gli apparecchi a circuito di combustione stagno (tipo C) non hanno invece alcuna necessità di prelevare aria comburente dal locale in cui sono installati.
Per questo motivo non è
necessario che il locale sia dotato di aperture di ventilazione
permanente.
E’ tuttavia necessario che il
locale sia ventilabile, sia cioè dotato di finestre, portefinestre
ecc.
Evacuazione dei prodotti della combustione
L’importanza di una corretta
ventilazione si riflette anche sull’ultimo argomento (ultimo per la
sequenza, ma non certamente per l’importanza) trattato dalla norma,
che riguarda l’evacuazione dei prodotti della combustione.
Abbiamo visto, precedentemente,
che durante la combustione si consuma ossigeno e si producono fumi, i
quali possono contenere sostanze dannose e tossiche per l’organismo,
se inalate.
Per mantenere una condizione di
salubrità nei locali dove sono presenti apparecchi di combustione a
camera aperta, risulta quindi necessario evacuare completamente
all’esterno i prodotti della combustione.
Per consentire che l’evacuazione
dei prodotti della combustione avvenga in modo completo è, però,
indispensabile assicurare il regolare afflusso dell’aria necessaria
alla combustione.
I due processi sono strettamente
correlati e nel caso la ventilazione avvenisse in modo non corretto
se ne avvertirebbero le conseguenze sull’intero ciclo con esiti,
talvolta, letali.
L’evacuazione
dei prodotti della combustione può avvenire in diversi modi, in
funzione del tipo di installazione.
Per gli apparecchi di tipo A, come già citato, non è previsto il collegamento a condotti o dispositivi di evacuazione dei prodotti della combustione.
Per gli apparecchi di tipo A, come già citato, non è previsto il collegamento a condotti o dispositivi di evacuazione dei prodotti della combustione.
I prodotti della combustione
vengono evacuati all’esterno e le condizioni igieniche, nel locale
di installazione, sono mantenute nei limiti previsti, grazie al
ricambio d’aria continuo e al ricircolo naturale imposto
dall’azione combinata dalle due aperture di ventilazione.
Dall’apertura posta in basso,
infatti, entra aria dall’esterno, a temperatura minore e pressione
maggiore rispetto a quella interna.
Quest’ultima, per effetto della
minore densità dovuta alla maggiore temperatura ed alla minor
pressione, viene spinta verso l’alto e sfocia all’esterno
mediante la seconda apertura.
Gli apparecchi di tipo B, a tiraggio naturale, devono essere invece raccordati, mediante canali da fumo, a camini singoli o a canne fumarie collettive ramificate di sicura efficienza.
Gli apparecchi di tipo B, a tiraggio naturale, devono essere invece raccordati, mediante canali da fumo, a camini singoli o a canne fumarie collettive ramificate di sicura efficienza.
I canali da fumo devono essere di
materiale adatto a resistere alle sollecitazioni meccaniche e
termiche e devono essere privi di serrande.
Gli apparecchi con scarico verticale devono essere dotati di un tronchetto verticale di lunghezza non minore di due diametri.
Gli apparecchi con scarico verticale devono essere dotati di un tronchetto verticale di lunghezza non minore di due diametri.
Inoltre il tratto a sviluppo
suborizontale deve avere andamento ascensionale, con pendenza
positiva del 3% (3 cm ogni metro);
la lunghezza del tratto
suborizzontale deve risultare non maggiore di 1/4 dell’altezza
efficace del camino con un massimo rispettivamente di 2500 mm, per
gli apparecchi con scarico verticale, e 1500 mm per gli apparecchi
con scarico posteriore o laterale.
I cambiamenti di direzione del
canale da fumo, inoltre, devono essere limitati rispettivamente a 3
cambi di direzione (compreso quello dell’attacco al camino), nel
caso di apparecchi con scarico verticale e 2 curve (compreso quello
dell’attacco al camino) per gli apparecchi con scarico posteriore o
laterale.
Nei camini singoli (asserviti ad
un singolo apparecchio), con particolari limitazioni, può essere
consentito il collegamento di un massimo di due apparecchi a tiraggio
naturale.
In
tal caso gli apparecchi devono:
- essere dello stesso tipo
- alimentati con lo stesso combustibile
- avere portate termiche che non differiscano per più del 30 %
- essere installati nello stesso locale.
Nelle canne fumarie collettive ramificate è invece consentito il convogliamento dei prodotti della combustione di più apparecchi a tiraggio naturale (fino ad un massimo di 6), purché gli stessi, oltre a quanto sopraccitato, siano installati ognuno su piani diversi.
- essere dello stesso tipo
- alimentati con lo stesso combustibile
- avere portate termiche che non differiscano per più del 30 %
- essere installati nello stesso locale.
Nelle canne fumarie collettive ramificate è invece consentito il convogliamento dei prodotti della combustione di più apparecchi a tiraggio naturale (fino ad un massimo di 6), purché gli stessi, oltre a quanto sopraccitato, siano installati ognuno su piani diversi.
Ad una canna fumaria collettiva
ramificata non è consentito raccordare apparecchi muniti di
ventilatore nel circuito di combustione (tiraggio forzato).
In mancanza di camini e canne
fumarie, o in mancanza del requisito di sicura efficienza, per gli
apparecchi di tipo B, a tiraggio naturale, è consentita anche
l’evacuazione dei prodotti della combustione direttamente
all’esterno (a parete), per mezzo di un terminale di tiraggio
(attenersi anche ai regolamenti degli Enti Locali).
In questi casi il canale da fumo deve avere rispettivamente una lunghezza non maggiore di 1500 mm, nel caso di apparecchi con scarico verticale, e 1000 mm nel caso di apparecchi con scarico posteriore o laterale.
In questi casi il canale da fumo deve avere rispettivamente una lunghezza non maggiore di 1500 mm, nel caso di apparecchi con scarico verticale, e 1000 mm nel caso di apparecchi con scarico posteriore o laterale.
Inoltre, la differenza di quota
tra il punto di imbocco del canale da fumo sull’apparecchio e la
quota di sbocco in atmosfera deve risultare non minore di 1500 mm.
Il terminale di tiraggio deve,
infine, essere collocato sulla parete esterna in modo tale da
assicurare opportune distanze di rispetto da finestre, porte
finestre, balconi ecc.
Le
distanze di rispetto sono dettagliatamente specificate, in funzione
del posizionamento del terminale e della portata termica
dell’apparecchio, in un prospetto e in una specifica tabella della
norma.
Gli apparecchi di tipo B, muniti di ventilatore nel circuito di combustione (a tiraggio forzato) possono evacuare i prodotti della combustione in camini singoli o direttamente all’esterno.
Gli apparecchi di tipo B, muniti di ventilatore nel circuito di combustione (a tiraggio forzato) possono evacuare i prodotti della combustione in camini singoli o direttamente all’esterno.
Come precedentemente citato non è
consentito il loro collegamento a canne fumarie collettive
ramificate.
Anche per questi apparecchi, nel
caso di mancanza di camini di sicura efficienza, è prevista la
possibilità di evacuare i prodotti della combustione direttamente
all’esterno (a parete) fermo restando quanto citato precedentemente
di regole diverse predisposte dagli Enti Locali.
A tal proposito, analogamente
agli apparecchi a tiraggio naturale, la norma riporta, oltre al
prospetto anzi citato, una specifica tabella con le distanze di
rispetto del terminale.
Per evacuare i prodotti della combustione, nonché prelevare aria comburente, gli apparecchi a circuito di combustione stagno (di tipo C), impiegano invece appositi condotti a doppio servizio, forniti dal costruttore (se dallo stesso dichiarato).
Per evacuare i prodotti della combustione, nonché prelevare aria comburente, gli apparecchi a circuito di combustione stagno (di tipo C), impiegano invece appositi condotti a doppio servizio, forniti dal costruttore (se dallo stesso dichiarato).
I condotti per la presa d’aria
e l’evacuazione dei prodotti della combustione possono essere
concentrici, vicini, oppure separati.
Gli apparecchi di tipo C muniti
di ventilatore (a tiraggio forzato) possono essere raccordati a
camini e canne fumarie speciali a cui possono essere collegati solo
apparecchi di questo tipo.
Per l’evacuazione dei prodotti
della combustione direttamente all’esterno vale quanto
precedentemente accennato per gli apparecchi di tipo B.
Gli apparecchi di cottura devono evacuare i prodotti della combustione, ed i vapori di cottura, in apposite cappe collegate a camini singoli, o a canne fumarie collettive ramificate, dedicate ad uso esclusivo.
Gli apparecchi di cottura devono evacuare i prodotti della combustione, ed i vapori di cottura, in apposite cappe collegate a camini singoli, o a canne fumarie collettive ramificate, dedicate ad uso esclusivo.
Non è infatti consentito
convogliare nello stesso camino o nella stessa canna fumaria i
prodotti della combustione generati da apparecchi di tipo diverso.
Anche per gli apparecchi di
cottura, in mancanza di camini o canne fumarie, può essere
consentito raccordare la cappa direttamente all’esterno.
Le cappe cosiddette “filtranti”
non sono sufficienti a svolgere tali funzioni e pertanto non sono
idonee.
In assenza della cappa è
consentito evacuare direttamente all’esterno i prodotti della
combustione ed i vapori di cottura anche mediante un elettro
ventilatore installato sulla finestra o a parete.
Si rammenta
anche se pur non essendo previsto dalle norme, ove sia presente una
tubazione di gas e/o apparecchio di gas (anche di tipo C) è buona
norma prevedere nella parte più alta del locale una apertura a di
almeno cm2
100
(da li va fuori tutto ossido di carbonio ed eventuali perdite di gas
naturale).
In questo caso, qualora nel
locale siano presenti altri apparecchi a gas a camera aperta, bisogna
accertarsi che l’elettro ventilatore, durante il funzionamento
dello stesso, non interferisca nel normale funzionamento degli altri
apparecchi e, soprattutto, non provochi riflusso di prodotti della
combustione nel locale.
Per quanto riguarda i camini e le canne fumarie la norma si limita ad indicare i requisiti generali relativi alle caratteristiche dei materiali utilizzabili e alle modalità di installazione.
Per quanto riguarda i camini e le canne fumarie la norma si limita ad indicare i requisiti generali relativi alle caratteristiche dei materiali utilizzabili e alle modalità di installazione.
Tra
le prescrizioni riportate ricordiamo che:
- per i camini singoli, al di sotto dell’imbocco del canale da fumo, deve essere prevista una camera di raccolta, (moltissime sono i casi in cui tale camera di raccolta non viene prevista) di altezza pari ad almeno 500 mm, con sportello a tenuta;
- per i camini singoli, al di sotto dell’imbocco del canale da fumo, deve essere prevista una camera di raccolta, (moltissime sono i casi in cui tale camera di raccolta non viene prevista) di altezza pari ad almeno 500 mm, con sportello a tenuta;
- in un camino/canna fumaria che
passa entro o sia addossato a locali abitati non deve esistere alcuna
sovra pressione;
- i camini e le canne fumarie
devono essere privi di mezzi meccanici di aspirazione posti alla
sommità del condotto;
- i camini e le canne fumarie
devono essere dotate, alla sommità, di un comignolo, con funzioni di
attivatore statico, atto ad agevolare la dispersione dei prodotti
della combustione in qualsiasi condizione di tempo;
-
la quota di sbocco del camino/canna fumaria deve essere ubicata 0.5 m
oltre la zona di reflusso.
Relativamente ai camini singoli per apparecchi di tipo B, a tiraggio naturale, la norma propone in appendice alcune tabelle dimensionali riferite a determinati materiali e particolari condizioni di utilizzazione.
Relativamente ai camini singoli per apparecchi di tipo B, a tiraggio naturale, la norma propone in appendice alcune tabelle dimensionali riferite a determinati materiali e particolari condizioni di utilizzazione.
Per quanto riguarda invece le
canne collettive ramificate la norma riporta alcuni requisiti e
caratteristiche generali mentre per il dimensionamento, analogamente
ai camini ed alle canne collettive speciali per apparecchi di tipo C,
la norma rimanda alle rispettive specifiche norme di riferimento che
sono le norme UNI 10640 e UNI 10641.
Un aspetto molto importante della norma riguarda il controllo dell’efficienza del sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.
Un aspetto molto importante della norma riguarda il controllo dell’efficienza del sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.
Questo controllo deve essere
fatto per i soli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale.
Come precedentemente accennato la
corretta evacuazione dei fumi è un elemento molto importante per la
sicurezza.
Infatti se i prodotti della
combustione, per qualche motivo, dovessero rientrare nel locale
anziché fuoriuscire all’esterno, potrebbero verificarsi pericoli
di intossicazione da monossido di carbonio.
La norma prescrive pertanto di
verificare il corretto funzionamento dei sistemi di evacuazione dei
fumi.
Tale
verifica può essere effettuata adottando la procedura seguente:
- chiudere porte e finestre del locale nel quale è installato l’apparecchio;
- accendere l’apparecchio alla portata termica effettiva di funzionamento, per un periodo sufficiente a svolgere le prove sotto indicate; accendere contemporaneamente eventuali altri apparecchi a camera di combustione aperta, presenti nel locale stesso o nei locali comunicanti, e azionare eventuali dispositivi (elettro ventilatori o altro) che con il loro funzionamento potrebbero mettere in depressione il locale o creare condizioni di disturbo al funzionamento fluido dinamico del sistema.
Nelle condizioni sopraindicate si deve:
- effettuare un controllo visivo delle caratteristiche di combustione (conformazione, geometria e colorazione delle fiamme);
- dopo almeno 10 min. dall’avviamento, verificare l’eventuale fuoriuscita dei prodotti della combustione in ambiente, per mezzo di appositi strumenti o attrezzi, posizionandoli in particolare lungo il perimetro dell’interruttore di tiraggio dell’apparecchio, (si possono utilizzare in prima analisi anche specchi o piastre cromate);
- chiudere porte e finestre del locale nel quale è installato l’apparecchio;
- accendere l’apparecchio alla portata termica effettiva di funzionamento, per un periodo sufficiente a svolgere le prove sotto indicate; accendere contemporaneamente eventuali altri apparecchi a camera di combustione aperta, presenti nel locale stesso o nei locali comunicanti, e azionare eventuali dispositivi (elettro ventilatori o altro) che con il loro funzionamento potrebbero mettere in depressione il locale o creare condizioni di disturbo al funzionamento fluido dinamico del sistema.
Nelle condizioni sopraindicate si deve:
- effettuare un controllo visivo delle caratteristiche di combustione (conformazione, geometria e colorazione delle fiamme);
- dopo almeno 10 min. dall’avviamento, verificare l’eventuale fuoriuscita dei prodotti della combustione in ambiente, per mezzo di appositi strumenti o attrezzi, posizionandoli in particolare lungo il perimetro dell’interruttore di tiraggio dell’apparecchio, (si possono utilizzare in prima analisi anche specchi o piastre cromate);
Nel
caso in cui ci siano perplessità sull’effettivo tiraggio è
necessario provvedere ad una indagine maggiore, attraverso misure più
accurate del tiraggio.
- nelle stesse condizioni di funzionamento effettuare una prova di tiraggio per misurare la depressione, con apposito strumento, nel canale da fumo a valle dell’interruttore di tiraggio.
Quanto sopra esposto rappresenta,
in buona sintesi, le prescrizioni riportate nella norma UNI 7129.
Il loro rispetto è
indispensabile per la salvaguardia della sicurezza.
Chiaramente, nonostante lo sforzo profuso, non è risultato possibile trattare in modo dettagliato ed esaustivo tutti gli argomenti considerati nella norma.
Chiaramente, nonostante lo sforzo profuso, non è risultato possibile trattare in modo dettagliato ed esaustivo tutti gli argomenti considerati nella norma.
Pertanto, per una corretta
applicazione della stessa e per qualsiasi dubbio o chiarimento, è
necessario far riferimento al testo integrale della norma UNI 7129.